Agevolazione economica per utenze in difficoltà - 2017

Agevolazione economica per utenze  in difficoltà - 2017 -Servizio idrico

Anche quest'anno è rinnovato il contributo per le utenze in difficoltà economica. Ecco i requisiti e l’entità dell’agevolazione:

• indicatore ISEE ordinario o corrente inferiore a € 9.000 (l'agevolazione è di € 30,00)

• indicatore ISEE ordinario o corrente inferiore a € 7.500 (l'agevolazione è di € 50,00).

La richiesta va presentata entro il 15.12.2017 ai Servizi Sociali Comunali, utilizzando l’apposito modulo corredato di:

• attestazione ISEE in corso di validità entro i termini di scadenza del bando

• copia di un documento di identità valido

• copia di una bolletta.

Eccellenze di Lamon

2015-11 fagiolo2015-11 feaDomenica 8 novembre è andata in onda su Canale 5 la puntata di Melaverde "Eccellenze di Lamon".
Per rivedere la puntata: www.video.mediaset.it/... (il sito richiede la registrazione per visualizzare il video).

Sul sito www.prolocolamon.it i link e le informazioni su Fagiolo di Lamon, Fea di Lamon, Ospitalità ed eventi.

József Kiss - un cavaliere nei cieli di Lamon

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Storia e Carta Tematica

Disponibile presso la Pro Loco ed esercizi commerciali la carta tematica di József Kiss che contiene vari temi di carattere storico (Cronologia essenziale della Grande Guerra, Lamon negli anni 1915-1918, la guerra aerea e la figura di József Kiss) e di carattere paesaggistico-naturalistico (inquadramento geologico, la strada militare di Valnuvola, la flora, il Bosco di Gnèi ed i sentieri che portano al monumento.

Vai alla pagina dedicata
sul sito della Pro Loco Lamon

Comunicato stampa 21/04/2014

In relazione alle dichiarazioni del Sig Franco Rocchetta su una telefonata intercorsa con il Sindaco di Lamon, così come riportate dal Gazzettino di ieri, teniamo a precisare quanto segue. In occasione di un incontro con l'On. Simonetta Rubinato in cui, tra le altre cose, si è parlato di referendum di Lamon e del suo iter, ho avuto modo di rispondere, per telefono, ad alcune domande precise del Signor Rocchetta sul nostro referendum e sui suoi sviluppi successivi, a cui egli sembrava molto interessato. Non siamo in possesso del suo numero di telefono.
Il Sig Rocchetta si è solo aggiunto alla lunga lista di persone e partiti che in questi anni hanno ritenuto Lamon e il suo referendum un argomento utile al proprio discorso politico. 
Vale quindi anche in questo caso la solita precisazione: Lamon non ha portavoce, esprimiamo qualsiasi valutazione politica o di altra natura solo attraverso ufficiali comunicati stampa o a voce dei suoi rappresentanti. Solo tali valutazioni possono essergli attribuite.

Vania Malacarne
Sindaco di Lamon

Francobollo dedicato alla Claudia Augusta

2014-04 francobollo-CAA-ridRisultato storico per Lamon! Il 2 maggio sarà emesso un francobollo dedicato alla Claudia Augusta in occasione dei 2000 anni dalla morte di Augusto, il maggiore ispiratore di questa strada romana che parte da Altino, nella laguna veneta e giunge fino in Baviera sulle rive del Danubio. Costruita per scopi militari, oggi rappresenta una potenziale risorsa culturale e turistica oggetto di importanti progetti internazionali di valorizzazione: Baviera, Austria, Italia. La sua antica e moderna vocazione a ponte tra culture diverse ha trovato una felice rappresentazione nella scelta del nostro ponte sulla Stalena come oggetto del francobollo commemorativo, che uscirà in più di 2.750.000 copie con un valore di 0,70. Il ponte è stato scelto dal Ministero dello Sviluppo Economico attraverso una commissione tecnica che lo ha scelto tra tanti in base ad indagini e criteri ben precisi. Un asse viario storico, 3 Stati, 5 Regioni europee, 550 km rappresentati dal nostro Ponte Romano!! Condividiamo la nostra soddisfazione con tutti i Lamonesi.

Maggiori informazioni e mappa per il Ponte Romano in QUESTA PAGINA

informativa mini IMU

Viste le numerose richieste pervenute durante gli ultimi giorni, è doveroso precisare che nel Comune di Lamon la mini IMU non è dovuta, in quanto nel 2013 non è stato deliberato alcun aumento all’aliquota del 4% sulla prima casa.

Presentazione del libro "A viso coperto"

Copertina libro "A viso coperto"Sabato 23 novembre alle 20,30 appuntamento nella Sala Parrocchiale di Lamon per la presentazione del libro «A viso coperto» di Riccardo Gazzaniga organizzata dalla Biblioteca Comunale di Lamon.
Riccardo Gazzaniga ha 36 anni e vive a Genova. E’ Sovrintendente della Polizia di Stato e lavora nella caserma di Bolzaneto.
E’ rappresentante sindacale, ama l’hard rock anni ’80 e i concerti, i libri horror, il cinema, il nuoto (praticato) e il calcio (guardato in TV).
Scrive racconti da quando aveva 18 anni, ma solo nel 2006 ho trovato il coraggio di farli leggere a qualcuno autofinanziando la raccolta “13 – Racconti dark”.
Numerosi i premi letterari che ha vinto tra cui il Premio “Orme Gialle”, il Premio Speciale “Mario Casacci”, il “Premio Arte Città Amica”, il Premio “Carlo Levi”, il premio “Il Prione”.
E’ stato per due volte finalista al “Mystfest – Gran Giallo Città di Cattolica”, il maggior premio italiani per racconti gialli brevi.
Nel 2010 il suo primo romanzo, un horror intitolato “Vieni da me”, è stato segnalato al Premio Calvino, il più importante concorso letterario per esordienti in Italia.
Nel maggio 2012 il suo romanzo “A viso coperto” ha vinto il XXV Premio Italo Calvino e, il 26 marzo 2013, è uscito in libreria per Einaudi Stile Libero.
Riccardo GazzanigaDieci giorni dopo la sua uscita, il libro è entrato nel gruppo dei dieci libri più venduti della narrativa italiana. Del romanzo si è parlato su Repubblica, Vanity Fair, Sole 24 Ore, Secolo XIX, Quotidiano nazionale, Lavoro.
Delle sue vite parallele di poliziotto e scrittore ha parlato anche con Daria Bignardi nell’intervista del 27 marzo a “Le invasioni barbariche”.
Il libro “A viso coperto” racconta in forma di romanzo l'odio e gli scontri tra ultras e poliziotti del Reparto Mobile di Genova. Violenza e ambiguità si mescolano nel libro che è stato premiato dalla giuria del Calvino «per la capacità di coinvolgere il lettore facendolo penetrare negli universi paralleli, e poco noti, delle forze dell'ordine e degli ultrà, illustrandoli con una complessa macchina narrativa caratterizzata dalla molteplicità di punti di vista e da una scrittura asciutta e scorrevole». Riccardo Gazzaniga sa che cosa significa trovarsi in mezzo ai corpi che combattono e conosce la ferocia degli scontri allo stadio. Ma solo un vero scrittore, e lui lo è, poteva restituirci la frenesia convulsa di quegli attimi con esattezza disarmante e dare a questa materia il respiro e la forza di un romanzo.
Riccardo Gazzaniga è molto legato a Lamon dove spesso ritorna per qualche giorno di vacanza che trascorre nella casa materna.

ACC di Mel

Domenica 10 novembre Sindaci, sindacati, lavoratori, politici e soprattutto i bellunesi chiamati a raccolta in piazza a Mel per l'ACC.

La manifestazione è stata aperta con un momento istituzionale: tutti i sindaci della provincia, i consiglieri regionali e i parlamentari del territorio hanno sottoscritto un documento condiviso (sotto riportata una bozza di documento).

incontro per l'ACC Melmanifestazione per l'ACC di Mel

 

Contenuto del Documento Sottoscritto:

La vicenda di ACC è emblematica sotto molti profili.

Sottolinea innanzitutto i drammatici pericoli della finanziarizzazione dell'economia: quand'è stata ceduta, ACC era un'azienda solida e profittevole, leader nel mondo per qualità dei prodotti e quota di mercato; in 10 anni, i fondi speculativi che ne sono diventati proprietari l'hanno rovinata, conducendola ai margini della competizione internazionale a causa di una serie ininterrotta di terribili errori di gestione. La ragione di un simile fallimento sta tutta nell'incapacità di quei fondi di comprendere le logiche industriali di un business fatto di prodotto, di tecnologia, di servizio, di competenza, e dunque animato da strategie complesse e di lungo termine; le ossessive dinamiche a breve degli uomini di finanza, la loro vocazione a spremere anziché a far maturare, a incassare anziché a investire, a comandare anziché a mobilitare, a movimentare astratti algoritmi anziché a realizzare fatti concreti, si sono rivelate nemiche della fabbrica di Mel, della sua tradizione di affidabilità e del suo patrimonio di esperienza. Oltre duecento milioni di perdite cumulate, oltre duecento milioni di debiti irrecuperabili: questo il lascito nel Bellunese di nomi altisonanti della finanza nostrana e internazionale. La politica e le istituzioni, le associazioni della rappresentanza economica, le organizzazioni sindacali, le pubbliche amministrazioni, si devono attrezzare per esercitare forme di confronto e di controllo molto più penetranti quando l'interlocutore aziendale non è un soggetto a matrice industriale, ma un operatore speculativo a matrice finanziaria: servono infatti nuove regole, e nuovi comportamenti. Prima che succedano altri disastri nelle nostre aziende controllate da questi private equity funds, dobbiamo sbrigarci ed attrezzarci come conviene!

E poi pone al centro del dibattito il ruolo del credito nella crisi. Infatti, non ci si può non chiedere come mai la "vecchia" ACC sia stata finanziata a lungo e copiosamente, tanto che le banche hanno accumulato crediti in sofferenza per circa 100 milioni, senza che venissero impedite le scelte più scellerate della gestione dei fondi, o almeno venissero posti sotto controllo i meccanismi decisionali che lasciati liberi avrebbero poi condotto al disastro il gruppo, e soprattutto senza che destassero allarme numeri sin dal primo momento indici di un governo del business confuso e inefficace. E, insieme, non ci si può non chiedere come mai la "nuova" ACC, posta sotto la sorveglianza del Governo e in particolare del Ministro dello Sviluppo Economico, affidata alla guida di un commissario straordinario voluto da tutto il territorio, dai sindacati agli industriali, per la sua onestà, competenza e determinazione, dopo essere riuscita a recuperare la fiducia dei grandi clienti internazionali dell'elettrodomestico che l'avevano abbandonata, ad acquisire ordini capaci di riportare al lavoro tutti i suoi lavoratori, a programmare il ritorno al pareggio operativo già nel primo anno, non venga finanziata dalle banche per cifre inferiori fino a 10 volte quelle erogate in passato. Noi non siamo assolutamente ostili per pregiudizio al ruolo degli istituti di credito, anzi! Proprio perché siamo consapevoli della centralità di quel ruolo, e delle responsabilità faticose che esso impone, pretendiamo però chiarezza e coerenza. La chiarezza: dicano una volta per tutte le banche coinvolte cosa vogliono fare; non è possibile che dicano "interveniamo se intervengono tutte", e poi si scopre che la più piccola fra loro, partecipata però da altre tre assai più grandi, si dichiari indisponibile a intervenire mettendo a repentaglio tutta l'operazione! La coerenza: non possono dichiarare a ogni pie' sospinto di essere al servizio del territorio, della comunità, del lavoro, e alla prima occasione negare le risorse necessarie a salvare una grande impresa e le 2.500 famiglie che, tra lavoratori diretti e dell'indotto, ne dipendono!

Inoltre, nel momento in cui Electrolux annuncia di valutare seriamente la scelta di abbandonare l'Italia dismettendo i suoi storici stabilimenti, diventa centrale la questione della filiera dell'elettrodomestico cui a pieno titolo Mel appartiene. Durante gli ultimi cinque anni, l'Italia ha dimezzato la sua produzione di "bianco", passando da 36 milioni di pezzi a 18; intanto la Turchia diventava leader europeo, scalzando il nostro tradizionale primato e crescendo da 25 a 25 milioni di pezzi. Settore da abbandonare? No, perché per esempio la Germania ha mantenuto la sua produzione intorno a 13 milioni, perdendo solo 1 milione e attestandosi nel segmento più pregiato della produzione. Sia chiaro: se chiudono Susegana, Porcia e Mel siamo di fronte alla più drammatica desertificazione industriale della storia italiana, e il Nordest d'un botto si troverebbe marginalizzato in una periferia produttiva senza futuro, schiacciato in una condizione regressiva che ci riporterebbe alla dimensione sociale di 50 anni fa. Difendere il compressore a Mel vuol dire difendere il componente tecnologicamente più importante e rilevante del frigorifero: industria vera, sofisticata, evoluta. E difendere il ruolo di fertilizzazione imprenditoriale sempre svolto dalla grande impresa, agendo da costante incubatore di nuove energie e di nuovi saperi a vocazione internazionale per il tessuto della piccola.

Per questi motivi, chiediamo una formidabile mobilitazione corale intorno a Mel e alla sua fabbrica. A cominciare dal Governo nazionale e e dal governo regionale, che devono intestarsi un'operazione coraggiosa di politica industriale, a costo di mettere in campo significative risorse attraverso i loro strumenti anche societari di partecipazione diretta. La comunità bellunese è pronta a fare in fondo la sua parte, cominciando da quella grande operazione di azionariato popolare lanciata dai suoi amministratori qualche giorno fa. Audacia e concretezza, tradizione industriale e innovazione sociale. Così vinceremo tutti insieme.

 

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